Approvvigionamenti, circolarità e IA: la ricetta di Assovernici per la competitività dell’industria

“Supply Chain globali per le imprese competitive – come cambiano le catene del valore e le strategie dell’industria italiana nell’attuale contesto geopolitico e di rapida trasformazione tecnologica”: questo il titolo della tavola rotonda alla quale Benedetta Masi è intervenuta come relatrice nell’ambito di un confronto sul tema recentemente organizzato da ADACI – Associazione Italiana Acquisti e Supply Management.
Nel suo intervento, ha preso le mosse dalle principali difficoltà che le aziende stanno affrontando per restare performanti, accendendo i riflettori sul ruolo centrale delle catene di approvvigionamento e soffermandosi sulle sfide legate a un panorama internazionale complesso: un passaggio fondamentale, che evidenzia il valore di un settore profondamente integrato nelle filiere europee della manifattura e delle costruzioni, in grado di contribuire in modo significativo alla competitività e all’autonomia strategica dell’intero continente.
“Negli ultimi anni è cambiata la domanda fondamentale che si pongono le nostre imprese. Fino a poco tempo fa chiedevamo: quanto costa una materia prima? Oggi ci chiediamo: sarà disponibile quando ne avremo bisogno? Per il settore delle pitture e vernici, che dipende da resine, pigmenti, additivi, solventi e materiali di confezionamento provenienti da filiere globali, la continuità degli approvvigionamenti è diventata un fattore decisivo -, ha evidenziato il Presidente Assovernici-. Le difficoltà non derivano soltanto dalle tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei mercati energetici. Assistiamo anche a una progressiva riduzione della capacità produttiva europea e a una crescente pressione normativa su sostanze e materie prime strategiche”.
In questo contesto Assovernici supporta le imprese associate nel monitoraggio dell’evoluzione regolatoria. Le aziende sono quindi chiamate a ripensare le formulazioni, qualificare fornitori alternativi e diversificare i mercati di approvvigionamento, costruendo supply chain più resilienti e flessibili. C’è poi il tema dell’energia. “Le nostre fabbriche non sono particolarmente energivore, ma molte delle materie prime che utilizziamo lo sono – ha aggiunto Masi -. Quando aumentano i costi di energia, petrolio, trasporti e packaging, la pressione si trasferisce inevitabilmente all’intera filiera”.
Per questo – ha precisato – la resilienza delle supply chain è oggi un elemento essenziale di business continuity. In questo percorso, l’economia circolare rappresenta una risposta concreta: recuperare materiali, aumentare il riciclo e ridurre gli sprechi significa rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, essere meno vulnerabili e aumentare la competitività delle imprese.
Il focus si è quindi spostato sulle previsioni che le aziende che fanno parte di Assovernici intravedono per il 2027 alla luce delle prospettive economiche e geopolitiche attuali e in divenire.
“Il settore delle pitture e vernici è presente in quasi tutte le filiere industriali e manifatturiere. Alcuni comparti stanno attraversando una fase di rallentamento, come il car refinish e parte dell’automotive, mentre il mondo delle costruzioni risente della conclusione di molti incentivi che negli ultimi anni hanno sostenuto il mercato – ha fatto presente Masi -. Parallelamente, però, stanno emergendo nuove opportunità. Cresce la domanda di rivestimenti ad alte prestazioni destinati all’anticorrosione, alla protezione delle infrastrutture, ai data center, alla difesa, ai processi di elettrificazione e alle superfici ad alta efficienza energetica. Stiamo assistendo alla crescita di rivestimenti funzionali e intelligenti, capaci non solo di proteggere una superficie, ma di migliorarne le prestazioni, aumentarne la durata e contribuire alla gestione dell’energia e al monitoraggio delle strutture. Questi ambiti richiedono una forte capacità di innovazione e rappresentano una significativa opportunità di sviluppo per il nostro settore”.
Il Presidente ha quindi sottolineato, nel suo intervento, come sia importante individuare le direttrici che influenzeranno la solidità delle imprese nei prossimi anni.
“Il primo fattore competitivo sarà la resilienza delle filiere. Le imprese dovranno costruire supply chain capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, qualificare fonti alternative di approvvigionamento e sviluppare formulazioni sufficientemente robuste da integrare materie prime diverse senza compromettere qualità e prestazioni – ha spiegato -. Il secondo fattore sarà l’economia circolare. Per un continente povero di materie prime come l’Europa, utilizzare meglio materiali, energia e prodotti a fine vita non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma una strategia industriale di medio-lungo termine. Recupero delle risorse, maggiore utilizzo di materie prime seconde, riduzione degli sprechi e chiusura dei cicli produttivi consentono di rafforzare l’autonomia strategica europea, ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare la resilienza delle filiere. Il terzo fattore sarà l’innovazione. Le pitture e le vernici non sono semplicemente materiali di finitura: sono una tecnologia che protegge edifici, infrastrutture e manufatti, ne prolunga la vita utile e contribuisce a ridurre il consumo complessivo di risorse. In questo senso rappresentano uno strumento concreto di sostenibilità e competitività”. Benedetta Masi ha fatto presente in conclusione il ruolo decisivo dell’intelligenza artificiale, che sta già iniziando a trasformare il modo in cui le aziende fanno ricerca e sviluppo: “L’AI consente di accelerare l’innovazione, ridurre il time-to-market, valorizzare i dati aziendali e rafforzare il patrimonio di competenze tecniche delle imprese”.