Spazio al colore, ma quanto ne occorre? Come orientarsi tra resa, dosi e diluizione

La nuance è stata scelta, gli ambienti già sgomberati e i mobili coperti. Non resta che acquistare la pittura che darà un volto nuovo ai nostri spazi: immaginare il risultato finale è sempre meno difficile, complici gli ormai diffusi strumenti digitali, dalle app ai simulatori, che consentono di colorare virtualmente pareti o facciate e di visualizzare il possibile effetto finale sullo schermo del PC o dello smartphone. Resta però da sciogliere un dubbio di una certa rilevanza: quanto prodotto acquistare?
Primo step: una stima realistica
Per calcolarlo bisogna misurare, innanzitutto, la lunghezza e la larghezza della parete da trattare: il prodotto di questi valori ne fornisce i metri quadri complessivi, dai quali scalare, se necessario, l’area occupata da porte e finestre. Una volta ottenuto questo dato, vanno controllate l’etichetta o la scheda tecnica della pittura, dove ne viene riportata la resa teorica: questo valore è indicativo della superficie massima che si può coprire con 1 litro o con 1 chilo di prodotto. Si tratta, tendenzialmente, di un valore ideale (che mediamente si attesta tra i 10 e 12 metri quadrati per litro per mano su superfici lisce e preparate), in quanto la resa pratica è spesso inferiore. Attenzione, quindi. Può variare significativamente, perché può essere condizionata da diversi fattori: innanzitutto l’assorbimento del supporto, per cui un cartongesso non trattato, per esempio, tenderà a trattenere molto più prodotto. Anche la rugosità gioca un ruolo cruciale: una parete “a buccia d’arancia” aumenta la superficie effettiva da coprire rispetto a una liscia. Occorre inoltre prestare attenzione alla diluizione, su cui ci soffermeremo più avanti, per evitare eccessi e minimizzare di conseguenza la coprenza della vernice.
Nella scheda tecnica, comunque, i consumi vengono espressi con una tolleranza (range), in modo da permettere una stima realistica della quantità di prodotto da utilizzare in funzione delle condizioni applicative.
Ciò premesso, va tenuto conto che in molti casi è necessaria una seconda mano, motivo per cui la quantità di vernice da utilizzare va raddoppiata.
Vi sono ormai in commercio diverse soluzioni di alta qualità caratterizzate da un elevato potere coprente che rendono sufficiente solo un passaggio, perfino su fondi scuri. Questa capacità è classificata in 4 classi secondo la normativa europea EN 13300. La classe 1 identifica la massima copertura, ideale per coprire colori scuri con una sola mano, mentre la classe 2 rappresenta comunque uno standard comune per le pitture professionali di alta qualità.
Prima di dipingere è necessario stuccare crepe o eventuali buchi per rendere la superficie omogenea, e pulirla con cura rimuovendo polvere e “ragnatele”. In alcuni casi è necessaria l’applicazione di un fissativo o primer: questi prodotti, penetrando nel supporto, svolgono la funzione di ponte di aderenza tra lo stesso e i prodotti vernicianti grazie al loro potere consolidante, regolando l’assorbimento in modo che l’applicazione dei successivi strati risulti uniforme.
La diluizione: obiettivi e modalità
Come già accennato, poi, un altro passaggio che merita la massima attenzione è quello della diluizione. Non sempre è necessario, poiché in commercio esistono prodotti vernicianti pronti all’uso, e questa informazione è solitamente riportata sull’etichetta o sulla scheda tecnica; se invece la richiedono, l’obiettivo è ottimizzarne la viscosità, consentendone una migliore applicazione.
A questo scopo viene introdotto un componente esterno: acqua o solvente. La maggior parte dei prodotti vernicianti impiegati attualmente è in dispersione acquosa; il solvente è oggi destinato perlopiù a particolari fissativi consolidanti che, per loro natura, composizione e funzione si possono difficilmente sostituire con prodotti idrodiluibili. Il diluente viene eliminato dal film del prodotto verniciante durante la prima fase dell’essiccazione. Questo processo deve avvenire in maniera regolare e a tale scopo, nei prodotti a base acqua, si adottano adeguate miscele di sostanze che permettono di rilasciare gradatamente l’acqua presente, senza causare anomalie nei processi di filmazione dei prodotti.
La giusta viscosità e reologia, in fase applicativa, favoriscono la facilità di posa e la realizzazione di un adeguato spessore. Ottimizzando poi la quantità di prodotto sulla superficie, si agevola il raggiungimento del corretto potere coprente con un consumo di prodotto in linea con il preventivo di costo prestabilito.
Così la tinta è omogenea
Per massimizzare i risultati e ottenere il miglior risultato estetico possibile bisogna tenere a mente, in ultimo, alcuni semplici accorgimenti: è necessario, per esempio, verificare sempre il lotto di produzione da utilizzare, riportato sull’imballo, per evitare differenze di tinta e di trama in parete. La realizzazione di un colore, infatti, è sempre sviluppata al meglio della riproducibilità, ma è soggetta a una tolleranza di fornitura. Nel caso si renda necessario l’utilizzo di lotti diversi, è buona norma mescolare tra loro i lotti differenti allo scopo di garantire una omogeneità sulla superficie; oppure, nel caso siano previste più mani di prodotto, utilizzare le confezioni di lotti diversi per l’applicazione della prima mano, tenendo le confezioni appartenenti allo stesso lotto per la mano finale; oppure, utilizzare prodotti di un unico lotto all’interno di uno stesso ambiente, cambiando lotto in un’altra stanza.