EDILIZIA TRA INCERTEZZA E CONSOLIDAMENTO

Il settore affronta il 2026 con prudenza: al centro riqualificazione, qualità e innovazione. La tenuta del secondo semestre sarà decisiva per confermare un percorso di stabilizzazione. La visione di Assovernici.

Come sta evolvendo il mercato delle vernici per edilizia in uno scenario internazionale che non accenna a trovare stabilità?

I dati macroeconomici e l’andamento altalenante dei volumi impongono una lettura attenta e cauta, che sappia distinguere i movimenti estemporanei da sviluppi strutturali e permanenti. A suggerirlo è Roberto Aiello, Responsabile del Comitato Settore Edilizia di Assovernici, con cui tracciamo un bilancio del comparto: un dettagliato approfondimento che spazia dall’andamento, alle nuove abitudini di acquisto dei colorifici, al ruolo consulenziale della rivendita, fino ai messaggi chiave di cui fare tesoro per mantenere solidità in un momento ancora incerto.

Roberto Aiello, esaurita ormai da tempo la spinta del Superbonus, che in passato ha stimolato la domanda di vernici per esterni, come si sta ridisegnando il mercato dell’edilizia? 

Dopo l’esaurimento della fase straordinaria legata a incentivi come il Superbonus, il mercato dell’edilizia sta vivendo una fase più selettiva, meno lineare e ancora fortemente condizionata da fattori esterni: non siamo fermi, ma non emergono nemmeno elementi che permettano di parlare di una vera e propria inversione di tendenza. I primi mesi di quest’anno hanno restituito un andamento altalenante: l’avvio è stato complesso, penalizzato dal maltempo diffuso, dal rallentamento dei cantieri esterni e da una generale prudenza da parte della distribuzione e degli operatori professionali. Rispetto alle previsioni formulate a inizio anno, lo scenario appare comunque meno negativo, anche se è più corretto parlare di tenuta che di ripartenza. Benché in aprile si sia registrato un dato di fatturato positivo per il nostro settore, bisogna però leggerlo con attenzione: una parte dello sviluppo può essere stata influenzata dall’introduzione di nuovi listini, da ordini anticipati e da dinamiche di sell-in. Diventa quindi indispensabile distinguere tra crescita a valore, andamento dei volumi, dinamiche di magazzino e reale uscita del prodotto verso il consumatore finale e il mondo professionale. In una fase così instabile, infatti, il rischio è confondere movimenti temporanei di acquisto con una reale crescita della domanda. La vera misura del mercato, dunque, non sarà data soltanto dal fatturato, ma dalla tenuta dei volumi, dal sell-out e dalla capacità della filiera di generare domanda qualificata.

Il comparto dei prodotti vernicianti è particolarmente sensibile agli scenari geopolitici, e il quadro internazionale è sempre più complesso. Come appare oggi la situazione in fatto di approvvigionamento e costi delle materie prime per i produttori italiani? Come si può affrontare l’estrema delicatezza di questo momento?

Sul fronte delle materie prime e dei costi industriali, il quadro internazionale continua a rappresentare un elemento di incertezza. Le tensioni geopolitiche, l’andamento dell’energia, della chimica, dei trasporti e degli imballaggi rendono ancora complessa la costruzione dei listini e la programmazione industriale. In questo scenario, la sfida per i produttori è duplice: preservare la sostenibilità economica della filiera e, nello stesso tempo, evitare che la competizione si riduca a una pressione esclusiva sul prezzo.  In una fase di domanda non ancora stabilizzata, infatti, la leva promozionale può generare movimento nel breve periodo, ma rischia di comprimere i margini, indebolire il valore percepito del prodotto e rendere più difficile sostenere investimenti in qualità, innovazione, servizio e assistenza tecnica. In questo contesto, le aziende associate del comitato edilizia confermano la scelta di competere soprattutto su questi fronti. È una linea che protegge la fiducia del cliente nel tempo e consente di costruire un mercato più solido, meno esposto alle oscillazioni del prezzo e più orientato alla qualità dell’intervento.

Tornando nello specifico al comparto dell’edilizia, in termini di volumi quali categorie di prodotto risultano trainanti e quali, invece, appaiono in sofferenza? Per quale motivo?

Per quanto concerne le soluzioni per esterni, il miglioramento climatico di maggio ha favorito l’avvio di alcuni lavori e ha rimesso in movimento una parte dell’attività legata a facciate, finiture e manutenzioni. I comparti più collegati ai sistemi a cappotto e ai rivestimenti a spessore, tuttavia, restano sotto pressione: l’aumento dei costi, la difficoltà di accettazione dei listini e la maggiore cautela nelle decisioni di condomìni e committenti continuano a incidere sui tempi di delibera e sulla partenza effettiva dei cantieri. Gli interni mostrano invece maggiore continuità: si tratta di un’area meno esposta alle condizioni climatiche e più legata a lavori di manutenzione, rinnovo e valorizzazione degli spazi abitativi. Anche in questo segmento, però, il consumatore finale è più attento e selettivo: la scelta si concentra sempre di più sul rapporto tra resa, durabilità, salubrità degli ambienti e risultato estetico.

Veniamo a colorifici e grandi rivenditori, che si trovano di fronte a un mercato così volatile: come possono pianificare gli ordini in modo strategico per proteggersi da improvvise carenze di prodotto o da rincari di listino?

Colorifici e rivenditori si muovono con particolare prudenza e stanno modificando il modo di approvvigionarsi: si osserva una tendenza verso ordini più frequenti e di minore entità, con una gestione più legata al consumo reale che alla costruzione di scorte. Questa frammentazione aumenta la pressione sulla logistica e può tradursi in tempi di consegna più lunghi, soprattutto nei momenti di maggiore concentrazione della domanda. La pianificazione diventa quindi un fattore competitivo. Non si tratta solo di acquistare prodotto, ma di leggere correttamente la domanda, garantire continuità di servizio e ridurre il rischio di immobilizzare merce non coerente con l’andamento reale del mercato. In una fase poco prevedibile, la capacità di programmare con equilibrio vale quanto la capacità di vendere.

Che cosa sta cambiando a livello distributivo?

In un contesto come l’attuale anche i canali di distribuzione stanno evolvendo. Grande distribuzione specializzata, grande distribuzione organizzata e distributori professionali specializzati intercettano oggi quote di mercato diverse ma complementari. Da un lato, la grande distribuzione sta inglobando una parte della domanda che in passato passava dalle rivendite tradizionali di prossimità, oggi penalizzate in alcune aree dalla difficoltà del ricambio generazionale e dalla necessità di aggiornare il proprio modello di servizio. Dall’altro, i distributori professionali specializzati più strutturati stanno rafforzando il proprio ruolo verso il mercato più generalista grazie a competenza tecnica, ampiezza di assortimento, organizzazione logistica e capacità di servizio. Il canale tradizionale professionale specializzato resta comunque centrale. Proprio per questo, la sua evoluzione sarà decisiva per mantenere competitività in un mercato che chiede più servizio, più specializzazione e più capacità di spiegare il valore dei prodotti.

Accanto alle sfide logistiche e distributive, emerge con forza anche quella legata alla gestione finanziaria. Qual è l’attuale situazione sul fronte del credito lungo la filiera?

Dopo gli anni di forte spinta generata dagli incentivi di cui abbiamo parlato, il comparto mostra oggi maggiore attenzione nella gestione finanziaria. Allo stesso tempo, non mancano tensioni di liquidità lungo la filiera, soprattutto nel mondo delle costruzioni. Per questo è necessario mantenere un approccio equilibrato: maggiore disciplina negli affidamenti e negli incassi, ma anche consapevolezza che il contesto resta esposto a possibili criticità.

Tra calo del potere d’acquisto e desiderio di rinnovare casa, il privato è sempre più attento alle spese. In questo scenario, come può la rivendita orientarlo verso prodotti di qualità e aiutarlo a superare la tentazione del low-cost?

Il consumatore finale spesso fatica a percepire la differenza tra un prodotto ordinario e un prodotto tecnicamente evoluto. La rivendita deve quindi trasformare il valore tecnico in argomenti: maggiore resa, migliore copertura, durabilità, salubrità, certificazioni, sostenibilità, facilità di applicazione e riduzione dei problemi in cantiere.

Il punto vendita non può limitarsi a esporre prodotti. Deve guidare la scelta, spiegare le differenze e aiutare il cliente a valutare il costo complessivo dell’intervento, non solo il prezzo del singolo litro. In questa fase, la consulenza diventa parte integrante del pregio del prodotto. 

Quali sono le difficoltà e le opportunità innescate dalla transizione ecologica?

La transizione ecologica rappresenta sia una sfida sia un’opportunità. È una sfida perché richiede investimenti, ricerca, adeguamento normativo e capacità di comunicare correttamente il valore dei prodotti. È un’opportunità perché può aiutare il settore a uscire dalla logica del prezzo e a rafforzare il ruolo della qualità, della competenza tecnica e della responsabilità lungo tutta la filiera. L’innovazione continuerà a essere una leva decisiva. I filoni più promettenti riguardano formulazioni a minore impatto ambientale, basse emissioni, maggiore durabilità, migliore resistenza nel tempo, materie prime più sostenibili, certificazioni ambientali e prestazioni applicative più efficienti.

Guardando ai prossimi mesi e alle prospettive di chiusura del 2026, qual è la posizione del Comitato Edilizia e su quali messaggi chiave intendete puntare?

Come Comitato Edilizia continueremo a leggere il mercato con serietà, dando il giusto peso ai segnali positivi senza inseguire l’entusiasmo del singolo mese.  La riqualificazione resta centrale e va ricordato ai clienti finali: la qualità dell’intervento, la durabilità dei prodotti e l’affidabilità del risultato non sono mai elementi gratuiti, ma investimenti che proteggono il valore degli immobili nel tempo.

Le aziende associate affrontano questa fase con prodotti solidi, competenze tecniche e un servizio affidabile. Su queste basi, pur in uno scenario ancora incerto, il 2026 potrà chiudersi come un anno di tenuta e progressivo consolidamento per il settore, a condizione che il secondo semestre confermi i segnali emersi nei mesi più recenti.