COLORE & HOBBY – Un mercato in contrazione, tra sfide e prospettive future
In questa intervista a Benedetta Masi, Presidente Assovernici, l’Associazione evidenzia un rallentamento dei consumi post-Superbonus, ma un investimento da parte delle aziende in innovazione e sostenibilità. PNRR e nuovi incentivi possono sostenere la ripresa del settore.

L’approfondimento dei temi che abbiamo affrontato nella nostra tradizionale tavola rotonda sull’andamento del mercato nel primo semestre, è arricchito quest’anno dal contributo di Assovernici, che per voce della Presidente, Benedetta Masi, ha portato alcune riflessioni sugli argomenti trattati.
“Nella prima metà di quest’anno si è confermata la significativa contrazione del consumo di pitture e vernici per esterni, riconducibile all’esaurimento del Superbonus 110%”, evidenzia Benedetta Masi, Presidente Assovernici, commentando l’andamento del mercato nel primo semestre. Le previsioni per il secondo semestre e l’anno 2026 sono incerte in ragione della sostanziale debolezza della domanda di ristrutturazione, solo in parte compensata dalla domanda pubblica (PNRR): si attendono, inoltre, nuove decisioni governative su eventuali bonus energetici.
“Anche i prodotti per interno stanno virando in negativo nonostante i nuovi tagli dei tassi di aprile e giugno che, teoricamente, dovrebbero sostenere i consumi stimolando la domanda”. Malgrado questo, nel mese di giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori è arrivato al 96,1%: in crescita, dunque, rispetto a maggio, ma su livelli inferiori rispetto al 98,8% dello scorso febbraio. Addentrandosi nelle tipologie di soluzioni più richieste, fra i prodotti per esterno rimangono, in termini di volume, quelle a spessore come coda degli appalti incentivati, seguite da quelle al quarzo e quelle lisce. “Tenendo però in considerazione la tendenza del consumo, le prime hanno subito un calo nel primo semestre di quest’anno, così come le seconde, mentre le pitture lisce hanno registrato una crescita; crescono inoltre le acrilsilossaniche, in risposta alle esigenze del mercato”.
Per quel che concerne i prodotti per interni, nelprimo semestre hanno registrato una lieve contrazione rispetto allo stesso periodo del 2024, con una polarizzazione dei consumi verso prodotti value for money e prodotti di qualità. “Per i prossimi mesi si prevede una sostanziale stabilità dei consumi, con un incremento della richiesta di prodotti ad azione specifica”.
Sarà determinante l’evoluzione dello scenario internazionale, ancora molto complesso, le cui dinamiche stanno condizionando in parte i consumi, ma soprattutto l’andamento della filiera a monte dell’intero comparto. “La guerra commerciale in corso tra Stati Uniti, Unione Europea e Cina si va ad aggiungere, in questo momento, ad altri fattori di incertezza connessi alle guerre in atto in Europa e in Medio Oriente. Bisogna infatti considerare che, quest’anno, le quotazioni dei principali fattori di costo risultano nuovamente in crescita rispetto a quello scorso, in funzione dell’entrata in vigore dei dazi antidumping sul biossido di titanio ma anche degli aumenti di costo dell’energia e del costo del lavoro. I dazi costituiscono una minaccia, in UE, per i settori a valle e la vitalità del settore delle vernici, che nell’Unione Europea vale ben 33 miliardi di euro all’anno e dà lavoro a più di 150.000 persone”, sottolinea Benedetta Masi. Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è risultato quasi sempre superiore in Italia rispetto agli altri Paesi considerati, comportando uno svantaggio competitivo strutturale per l’industria nazionale cui i prodotti vernicianti sono connessi.
In questo complesso contesto è essenziale non perdere di vista la scadenza dei termini indicati per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica del patrimonio edile previsto dal Piano per la Transizione Ecologica. “L’Italia ha già compiuto passi significativi in questa direzione -rileva il presidente di Assovernici. I dati del 2024 indicano che il Paese ha raggiunto un risparmio energetico del 9,1%, superando il 55% dell’obiettivo del 16% previsto dalla direttiva EPBD per il 2030. Questo suggerisce che una parte consistente del percorso è già stata avviata o completata”.
«Nonostante il buon avvio -prosegue la Presidente-, è innegabile che il contesto attuale presenti ancora criticità: permane una diffusa percezione che i fondi del PNRR non siano ancora arrivati ai cantieri, lasciando il settore in attesa. Quello in corso è dunque un anno cruciale per la messa a terra effettiva degli investimenti pianificati e autorizzati: a questo scopo, è necessario definire nuovi incentivi permanenti, che vadano a sostituire l’effetto trainante avuto a suo tempo dal Superbonus. Serve inoltre una formulazione della Direttive EPBD -case Green- che agevoli gli interventi di riqualificazione, tenendo conto delle specificità del patrimonio edilizio italiano”. In sintesi, si raggiungerà l’obiettivo 2030 se il Governo saprà tradurre le direttive europee in politiche nazionali efficaci e stabili e sbloccare la piena operatività dei fondi già allocati, diffondendo una cultura e imprimendo una spinta alla riqualificazione su vasta scala delle abitazioni, nell’interesse del conto energetico italiano ma anche del benessere dei nostri cittadini.
“Per quanto riguarda i nostri associati, una recente survey interna ci ha rassicurato: a dispetto delle complessità, la stragrande maggioranza delle aziende sta continuando a mettere in campo iniziative di investimento. È un bel segnale, le nostre aziende sono determinate e si preparano per il futuro. Nella prima parte dell’anno, la metà ha effettuato investimenti simili al 2024, e per oltre il 30% sono stati addirittura superiori. Sta inoltre prendendo piede, di pari passo, l’attività di rendicontazione di sostenibilità secondo i criteri ESRS, che oggi interessa già il 60% delle associate”.
La capacità di penetrare nel mercato è identificata dalle aziende associate ad Assovernici come una delle principali leve di competitività su cui puntare attualmente: c’è grande consapevolezza riguardo alla necessità di concentrarsi sull’innovazione di prodotto, ratificandone qualità e conformità a standard sempre più stringenti attraverso le certificazioni, che attestano un impegno costante, approfondito e concreto.