Vernici industriali: Caratteristiche che si fanno notare

L’andamento del comparto delle vernici industriali segue quello, instabile, dell’industria manifatturiera ma conserva le sue caratteristiche distintive e, spesso, vincenti.

Andrea Codecasa – responsabile settore industria di Assovernici – racconta in questa intervista rilasciata a Colore & Hobby di un comparto che risente degli eventi endogeni ed esogeni ma che, al contempo, mantiene le sue peculiarità e le sue ottime caratteristiche concorrenziali rispetto a quelle degli altri Paesi. Ecco cosa ci ha raccontato.

Andrea Codecasa, qual è stato l’andamento del 2024 per il comparto delle vernici industriali?

I contesti nazionali e internazionali hanno influenzato e influenzano senza dubbio il settore delle vernici industriali e, nel momento che l’industria è in contrazione, anche il nostro settore ne subisce le conseguenze. Il 2024 è stato segnato da un clima di instabilità che ha generato incertezza e ha compromesso la visione delle aziende sul lungo termine portandole, in molti casi, ad agire in modo reattivo e a non dotarsi di strategie produttive a lungo termine.

Può fare un esempio?

Un esempio di ciò è la tendenza a ridurre al minimo i magazzini, con la conseguente necessità di intervenire con urgenza di fronte alle richieste. È importante sottolineare che senza pianificazione la catena produttiva funziona a singhiozzo e la disponibilità delle merci è ridotta e meno immediata.

Tra le evidenze che preoccupano l’industria in generale ci sono anche quelle relative alle materie prime e ai dazi…

Molte materie prime necessarie all’industria delle vernici dipendono da paesi esteri coinvolti in situazioni o eventi che ne condizionano la disponibilità e l’approvvigionamento: occorre, quindi, elaborare piani industriali e strategici sul lungo periodo che limitino i danni derivanti dalla mancanza di forniture.

Anche i dazi preoccupano: un esempio su tutti, noi siamo grandi produttori di verniciate – per il mondo e, in particolare, per il nord America. È evidente che i dazi ci possono penalizzare.

Quali sono le caratteristiche che rendono competitive le aziende italiane del comparto vernici industriali?

Sono le caratteristiche che spesso connotano il tessuto industriale manifatturiero italiano: professionalità, competitività, qualità, flessibilità e customizzazione. Un esempio su tutti è il mondo dell’arredo e del design, fiori all’occhiello per il nostro paese e riconosciuti in tutto il mondo proprio per le caratteristiche e le finiture esclusive, spesso realizzate attraverso le fasi di verniciatura e colorazione.

La capacità di reazione delle nostre aziende le ha anche portate a mantenere buoni ritmi e ad adeguarsi in modo tempestivo alle esigenze determinate dai nuovi parametri sulla sostenibilità.

Grazie a tutte queste caratteristiche la quota di export italiano in Europa ha conservato i suoi valori nonostante l’andamento complesso degli ultimi periodi.

Quali sono le tendenze più attuali in termini di sostenibilità?

Proprio sulle soluzioni sostenibili l’Italia è già molto più avanti rispetto ad altri paesi. Nel mondo delle vernici industriali liquide l’attenzione è puntata soprattutto sui prodotti a base acqua e su quelli ad alto solido con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di solventi organici.

Per quanto concerne le vernici in polvere si sta lavorando per ridurre la temperatura necessaria alla loro reticolazione e consumare meno energia e si sta operando su nuovi substrati come legno e plastica con prodotti più specifici e con performance apposite.

Di pari passo si sta lavorando per aumentare la durata dei manufatti e delle loro finiture perché essere sostenibili significa anche non dover sostituire o riparare con alta frequenza macchine e oggetti.

E, ancora, c’è molto lavoro anche riguardo i metodi di applicazione e le attrezzature dedicate: per esempio, soluzioni come la miscelazione dei componenti all’interno della pistola a spruzzo generano un notevole risparmio di prodotto, di riduzione di scarti.

Che ruolo hanno i verniciatori conto terzi nella filiera delle vernici industriali?

È giusto dire che i verniciatori conto terzi sono importantissimi in Italia e sono una componente fondamentale anche se non sono molto più significativi che in altri stati. Questo dipende dalla grande tradizione del comparto manifatturiero italiano che, da sempre, annovera attività significative.

Ai verniciatori conto terzi si accompagnano i manufatti colorati di seconda o capitali dei componenti con prodotti già forniti o con specifiche da rispettare.

Si tratta di un anello decisivo nella filiera della verniciatura industriale, che anche in virtù della frammentazione del tessuto industriale del settore.

Quali sono, invece, le caratteristiche irrinunciabili per i distributori di vernici industriali?

La competenza, in primo luogo. Vendere vernici industriali significa conoscere i prodotti, i supporti, i cicli, le attrezzature, la tintometria. Poi la formazione, che deve essere costantemente implementata ed erogata da alimentare una conoscenza virtuosa di professionisti consapevoli.

Gli spazi sono fondamentali per gli assortimenti. E, infine, l’organizzazione della relazione alla logistica, alle condizioni commerciali, ai supporti digitali: sono leve che i rivenditori devono saper usare nel modo giusto.

Quali sono i comparti collegati alle vernici industriali da cui ci si possono aspettare le performance migliori e quelli che lo sono meno?

Sono previsti buoni risultati per le macchine industriali, l’architettura, le scaffalature mentre, più in difficoltà, ci sono gli elettrodomestici e l’automotive.